Il campionato italiano di scacchi: storia, campioni e come funziona
Ogni inverno, tra novembre e dicembre, una sessantina di scacchisti si ritrova per decidere il campione d'Italia. Il campionato italiano assoluto non ha il clamore dei grandi circuiti internazionali, ma è la competizione che ha scritto la storia del gioco nel nostro paese: dal primo torneo di Viareggio del 1921 ai match ravvicinati degli ultimi anni, è passato di qui tutto ciò che conta nello scacchismo italiano.
La manifestazione è organizzata dalla Federazione Scacchistica Italiana, nata nel 1920, e assegna il titolo nazionale con un torneo a girone all'italiana riservato ai migliori giocatori qualificati. Vale la pena conoscerne la storia, i nomi e il meccanismo, perché è la strada che un giocatore di circolo può teoricamente percorrere dalla prima tessera alla corona nazionale.
Le origini: Viareggio 1921 e l'era di Marotti
Il primo campionato italiano si giocò a Viareggio nel 1921, un anno dopo la fondazione della FSI, e lo vinse Davide Marotti, professore napoletano trapiantato a Roma che dominò i primi anni del torneo e rappresentò l'Italia nelle prime Olimpiadi a squadre. In un'epoca in cui i maestri italiani erano pochi e i contatti con l'estero rari, il campionato nazionale era l'unica vera misura del valore di un giocatore.
Il livello crebbe negli anni Trenta con Stefano Rosselli del Turco, fiorentino, ingegnere e mecenate oltre che giocatore: fu lui il dominatore del decennio, collezionando titoli nazionali a ripetizione e fondando riviste e circoli che tennero viva la cultura scacchistica del paese. Suoi avversari storici furono Mario Monticelli, milanese, più volte campione tra il 1929 e il 1939, e Vincenzo Castaldi, che raccolse l'eredità del dopoguerra con una lunga serie di successi tra gli anni Trenta e Cinquanta.
Dal dopoguerra al primo Grande Maestro
Per decenni il campionato italiano restò una questione di maestri nazionali: il salto di qualità arrivò con Sergio Mariotti, napoletano classe 1946, che nel 1974 divenne il primo Grande Maestro italiano della storia, un traguardo atteso per oltre mezzo secolo. Mariotti vinse anche il titolo nazionale e aprì la strada a una generazione che avrebbe lentamente colmato il divario con l'estero.
Gli anni Ottanta e Novanta: Godena e la modernizzazione
Gli anni Ottanta e Novanta portarono altri titoli GM e una concorrenza più ampia: il campionato assoluto divenne un appuntamento seguito in tutta Italia, con sedi che giravano la penisola e un crescente numero di Maestri Internazionali in lizza. Michele Godena lo vinse più volte negli anni Novanta, stabilendosi come il punto di riferimento dello scacchismo nazionale di fine secolo.

L'era moderna: Dvirnyy, Basso e le nuove leve
Nell'ultimo quindicennio il titolo italiano è stato conteso da una generazione cresciuta con i motori e i database: il triestino Danyyil Dvirnyy, il veneto Pier Luigi Basso, il lussemburghese di nascita ma italiano di bandiera Alberto David, il modenese Luca Moroni e il bergamasco Lorenzo Lodici sono i nomi che si sono alternati sul gradino più alto del podio. Molti di loro si sono formati nei circoli di provincia, la stessa strada che descrive la nostra guida per chi inizia a giocare.
Il dato più incoraggiante è il ricambio: i vincitori recenti arrivano quasi tutti dal vivaio giovanile dei tornei studenteschi e dei campionati under, segno che il movimento di base funziona. Accanto all'assoluto maschile, il campionato italiano femminile ha la sua storia parallela e le sue protagoniste, con la stessa formula e lo stesso prestigio.
Come funziona la qualificazione
L'assoluto è un torneo chiuso a girone all'italiana, in genere a dodici giocatori, con cadenza classica: novanta minuti per le prime quaranta mosse più incremento, secondo la formula standard dei tornei FIDE. Si accede per titolo, per ranking o attraverso i tornei di qualificazione: i Campionati Italiani Individuali di categoria e i tornei semilampo e rapidi nazionali completano il calendario che la FSI pubblica ogni anno sul proprio sito.
Per il giocatore di circolo la via è lunga ma aperta: tessera FSI, tornei omologati per maturare le variazioni Elo, qualificazioni regionali e poi le fasi nazionali. Ogni campione italiano della storia ha cominciato da una sala come la nostra, con una scacchiera in legno e un avversario più forte disposto a spiegargli gli errori.
- Primo campione d'Italia: Davide Marotti, a Viareggio nel 1921.
- Dominatore dell'era tra le due guerre: Stefano Rosselli del Turco, recordman di titoli nazionali.
- Primo Grande Maestro italiano: Sergio Mariotti, nel 1974.
- Il campionato si disputa ogni anno, in sede itinerante, con la formula del girone all'italiana a dodici giocatori circa.
- Accanto all'assoluto esistono il campionato femminile, quelli giovanili per fascia d'età e i tornei a squadre di serie A.
| Epoca | Protagonisti | Segno del periodo |
|---|---|---|
| 1921-1928 | Marotti | Le origini, pochi maestri e tanto entusiasmo |
| 1929-1947 | Rosselli del Turco, Monticelli | Crescita del movimento tra le due guerre |
| 1948-1973 | Castaldi, Paoli | Ricostruzione e prime trasferte internazionali |
| 1974-1999 | Mariotti, Godena | Il primo GM e la modernizzazione |
| 2000-oggi | Dvirnyy, Basso, Moroni, Lodici | La generazione dei motori e dei vivai giovanili |
Il campionato italiano compie oltre un secolo di vita e resta quello che era nel 1921: il termometro dello stato di salute degli scacchi nel paese. Chi vuole vedere da vicino i migliori giocatori d'Italia non deve andare lontano: basta seguire il calendario FSI e scegliere una sede, perché l'assoluto gira la penisola e prima o poi passa a tiro di tutti.


